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GDPR Compliance

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16/07/2025

Anche i giornalisti fanno sentire la propria voce sul carcere

E'  recente la notizia che il Consiglio Nazionale dell' Ordine dei Giornalisti ha approvato, nella seduta del 9 luglio 2025, il comunicato dal seguente tenore: ''Il carcere in Italia rischia di allontanarsi dai principi costituzionali e dalla legislazione: un luogo spesso poco trasparente dove talvolta le regole democratiche faticano a trovare attuazione''. 

Si legge nel documento citato che il Coordinamento dei giornali e delle altre realtà  dell'informazione e della comunicazione sulle pene e sul carcere ha denunciato diversi ed inaccettabili episodi tesi a ostacolare l'attività  dei laboratori di scrittura e la pubblicazione dei periodici realizzati dalle persone private della libertà . 

Accogliamo con favore la presa di coscienza da parte della stampa delle intollerabili condotte controllanti e repressive che scandiscono la vita negli istituti penitenziari. 

Per questa ragione manifestiamo pieno sostegno all'iniziativa e sollecitiamo, al contempo, la magistratura di sorveglianza a declinare il proprio compito, vigilando sulla garanzia della libertà di espressione che rientra nel percorso di risocializzazione cui ogni pena deve tendere e attraverso il quale si realizzano i principi costituzionali. 

Questi principi, compiutamente recepiti dalle norme dell'ordinamento penitenziario, sono posti a tutela del diritto di ogni detenuto "a una libera informazione e di esprimere le proprie opinioni, anche usando gli strumenti di comunicazione disponibili e previsti dal regolamento" e sono espressione del riconoscimento della persona privata della libertà  quale soggetto titolare di diritti.
 
La Camera penale di Roma si associa alla richiesta rivolta al Ministro della Giustizia e al   Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, affinché intervengano al più presto per garantire il pieno diritto alla libera informazione delle persone detenute e in rispetto della libertà di parola di coloro che sono ristretti. 

Proprio perché colui che è privato della libertà  conserva il diritto di fare ascoltare la propria voce, invitiamo la stampa ad unirsi alle nostre battaglie, facendole risuonare nella società  civile.  

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