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12/12/2025

Bandire gli avvocati per affermare Verita'?

Bandire gli avvocati per affermare la Verità?

Nella seconda giornata del Congresso Nazionale titolato “il Diritto alla Verità”, organizzato da Salvatore Borsellino con il Movimento Agende Rosse e tenutosi a Bologna il 30 novembre scorso, l’avv. Fabio Repici ha aperto i lavori segnalando che la sedia accanto alla sua era libera perché l’Avvocato Ambra Giovene, cui essa era destinata, a poche ore dall’inizio dell’evento, era stata additata come persona non gradita dall’Associazione Familiari delle Vittime della strage di Bologna, per avere in 
passato difeso, tra migliaia di persone, due tra gli imputati che di quella strage erano 
stati chiamati a rispondere in giudizio.

L’episodio è sconcertante perché segnala una visione delle cose della giustizia davvero 
retrograda, disancorata dai principi costituzionali e indegna di un paese civile che fu culla di quel diritto di cui oggi sembra essere divenuto tomba.

Non dobbiamo dire chi sia Ambra Giovene, né segnalarne la levatura umana e professionale; e neppure rivendicare la sua appartenenza alla nostra Camera Penale.

Qui serve soltanto dire che è un Avvocato e che, come tale, esercitando la sua 
funzione, partecipa quotidianamente del precetto costituzionale che riconosce a 
ciascuno – persino a chi sia poi dichiarato colpevole del più efferato delitto – il diritto 
di difendersi con pienezza di fronte ad una corte legittima.

E serve ribadire che, nello svolgere questa funzione cruciale per l’equilibrio liberale 
dello stato di diritto, Ambra Giovene - e con lei ogni Avvocato che entra al mattino in 
un’aula di giustizia - non è l’epigono del crimine, né lo difende, ma è piuttosto il 
custode delle garanzie di un giusto processo riservate a tutti i cittadini, imputati, 
innocenti e colpevoli.

Si è diversi da chi delinque, in fondo, proprio e solo in ragione della capacità di non 
negare nemmeno al reo i diritti che la Costituzione gli riconosce.

Impedire la parola ad un Avvocato per il fatto di aver esercitato ed esercitare con 
onore e prestigio questo ruolo essenziale per la collettività significa fraintendere il 
significato dell’idea stessa di giustizia umana, tanto più quando si crede di averla posta 
a base del proprio agire; tanto più quando si agita l’idea di un diritto alla verità a cui non si perviene se non rendendo effettiva l’idea di giustizia che non vive senza diritto 
di difesa. 

La grammatica dei diritti è un esercizio talvolta difficile che si snoda su un faticoso 
equilibrio rinnegato chi invoca la Verità, ma caccia gli Avvocati. 

La Camera Penale di Roma esprime sdegno per quanto accaduto e piena solidarietà 
all’Amica Ambra Giovene che, anche lasciando una sedia vuota, ha saputo dimostrare il valore di un Avvocato. 

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